TOLEDO 

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Antica capitale della Spagna, Toledo sorge in un luogo eccezionale, arrampicata su un promontorio circondato dalle acque del Tago. Nel dedalo dei suoi vicoli stretti e bui, ad ogni passo s'incontra una chiesa, un palazzo, un convento, una moschea che dialogano da secoli...


Che spettacolo! Quando si arriva da Madrid in auto, si può abbracciare Toledo con un solo, indimenticabile colpo d'occhio. Immaginate una città edificata su una collina di granito, circondata da un enorme fossato in cui scorrono le verdi acque del Tago; immaginate un immenso grappolo di colore rosso e ocra, una composizione ascendente di case gotiche, chiese, conventi e antichi palazzi arabi, solcata da strette viuzze, lastricate o selciate!


La prima sera va dedicata al giro panoramico di questa magnifica città. Si prende l'Avenida de la Cava per raggiungere la circonvallazione (Carretera de Circunvalación) che fa il giro di Toledo e si sale fino alla terrazza del parador de Toledo. È al momento del crepuscolo che Toledo e i suoi dintorni diventano assolutamente straordinari: a sinistra, il cielo: con sfumature impercettibili, passa dal rosso più vivace all'arancione, poi al limone pallido, per terminare con un bel blu turchese. Di fronte, nitida e immobile, Toledo, scenario minerale di cui si percepisce ogni dettaglio a diversi chilometri di distanza. In cima, l'Alcazar domina la città con la sua sagoma, mentre la cattedrale trafigge il cielo con il suo pinnacolo smisurato e la chiesa San Juan de Los Reyes chiude lo scenario. Lungo questa strada, altri punti panoramici offrono vedute mozzafiato: l'Ermita de la Virgen del Valle e l'Ermita Virgen de la Cabeza.


E così avrete seguito, senza saperlo, il cammino che percorreva El Greco quando si recava ogni sera alle cigarrales. Queste vaste dimore di campagna circondate di oliveti, aranceti e castagneti furono costruite di fronte a Toledo per seguire la moda italiana delle ville fiorentine e la tendenza del ritorno alla natura promossa nel Rinascimento. L'asprezza del paesaggio della Mancha vi aggiunge un tocco africano. In questi luoghi, il pittore incontrava ogni sera gli ingegni più brillanti della città: il drammaturgo Tirso de Molina, o Lope de Vega, il prete che scriveva brillanti commedie di cappa e spada,  il moralista Baltasar Gracián, il poeta Góngora e, naturalmente, il più grande di tutti, Cervantès.


È il momento d'inoltrarsi nella città vecchia. Aprite gli occhi e le orecchie per cogliere il dialogo delle civiltà cristiana, araba ed ebrea che hanno fatto la storia e la peculiarità di Toledo. Ovunque in questa città romana fortificata, le tracce delle culture araba ed ebrea affiorano sotto lo smalto del cattolicesimo. Imparerete a notare la differenza tra l'arte mozarabica, quella dei cristiani che vivevano in terra musulmana dopo l'invasione del 711, e l'arte mudéjar, quella dei musulmani che lavoravano su commissione dei cristiani continuando però a seguire le loro tradizioni. L'arte mudéjar fiorì sia nella decorazione dei palazzi (Taller del Moro) e delle sinagoghe (Tránsito e Santa María la Blanca) sia nell'architettura delle chiese, i cui campanili, quadrati e decorati, ricordano i minareti, come ad esempio quello di Santo Tomé. In quanto agli Ebrei, che si insediarono probabilmente a partire dal 70 d.C., dopo la seconda distruzione del tempio di Gerusalemme, essi fecero di Toledo la città più importante di tutta la Spagna ebraica, rinomata per la sua scuola di traduttori.




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